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biblioteca digitale

Antonio
Zannoni

Faenza, 1833 - Bologna, 1910

Ingegnere e archeologo. Laureato in filosofia, matematica e in ingegneria, insegnò architettura tecnica nella Scuola di ingegneria. Successore di Coriolano Monti nella direzione urbanistica bolognese, ebbe parte fondamentale negli scavi della Certosa, in cui oltre ad affinare la metodologia del Gozzadini, portò alla luce 421 tombe etrusche. Le scoperte effettuate dai due bolognesi ebbero vastissima rinomanza mondiale e anche Giosue Carducci le ricorda nella sua poesia Fuori alla Certosa di Bologna. Di rilievo anche il suo contributo all'ampliamento del cimitero. A lui si deve sia la radicale trasformazione della neoclassica Cappella dei Suffragi in Galleria degli Angeli, sia la costruzione ex-novo dell'attiguo Chiostro VII. Progetta inoltre l'imponente cappella Pallavicini in cui venne collocata la grande scultura di Giovanni Duprè (1817-1882). E' significativamente sepolto nella Galleria degli Angeli della Certosa, al cippo 20, all'interno dell'edificio che aveva progettato e alle spalle del chiostro ove eseguì gli scavi archeologici. La sua semplice tomba combina il ritratto a bassissimo rilievo, di sapore fotografico, contornato da rami di quercia e di alloro, simbolo della gloria, e la corona di fiori in ceramica policroma, ispirata al gusto della manifattura Minghetti, attiva in questo periodo a Bologna.

Il testo dell'epigrafe recita:

ANTONIO ZANNONI / PROF. ORD. DI ARCHITETTURA TECNICA / NELL'ATENEO BOLOGNESE / COMM. DELLA CORONA D'ITALIA / N. IL 29 DIC. 1833 - M. IL 17 AGOS. 1910 / ARCHEOLOGO INSIGNE DALLA NECROPOLI ETRUSCA / RESUSCITO' ALLA STORIA LA PRISCA GENTE DI FELSINA / INGEGNERE ARCHITETTO SOMMO CON ACUTA INDAGINE / RICOSTRUI' IL DIRUTO ACQUEDOTTO ROMANO / PROGETTO' PRIMO LA DIRETTISSIMA BOL. FIR. ROMA / DAL SUO NOME S'ILLUSTRA QUESTA GALLERIA / FU AUTOREVOLE E SAGGIO NEI PUBBLICI UFFICI / UOMO DI PROFONDA BONTA' DI CARATTERE DIRITTO E FORTE / CITTADINO MARITO PADRE NON COMPARABILE

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